idee

Le italiche arti
...di un paese che respira ancora

Questo sito nasce con un obiettivo preciso, dimostrare che un popolo ha ancora qualcosa da dire. Niente di che. 
Le persone che vi parlano in questo momento vivono in un paese che possiamo quantomeno definire incrinato da decenni di incuria sociale e politica. E di questo nelle nostre stanze non si parlerà più. L'attuale situazione storica ha portato una sclerotizzazione delle idee e delle strutture, dell'immagine stessa dell'Italia, che vogliamo scavalcare per raggiungervi, ovunque voi siate, con la dimostrazione che qui si pensa ancora; si crea, si ricerca e si produce con originalità spesso ignorata o, peggio, svilita. 
Siamo vivi, siamo genti eterogenee accomunate da decine di secoli di vicinanza territoriale e propensione per la creatività, l'arte ed il pensiero più puro, quello che al primo soffio di vento è pronto a volare libero oltre ogni barriera geografica. Respiriamo ancora, questo non é il deserto  della mente che qualcuno vuole descrivere, ma una terra di confine, come storicamente è sempre stata. Qui sono confluite e si sono amalgamate tante e tali influenze  da creare l'unicità culturale che nei libri è chiamata Arte Italiana; al momento potrà sembrare che questa, col tempo, si sia opacizzata, che abbia perso la capacità obiettiva di rimanere a fuoco su se stessa,  ma noi ribattiamo che bisogna solo aguzzare la vista. Se permettete vi prestiamo la nostra lente d'ingrandimento.
Accomodatevi tra noi senza preconcetti, cercheremo di mantenere la nostra ospitalità all'altezza della propria fama.

Vogliamo partire riepilogando brevemente alcuni concetti assolutamente apolidi, per molti versi banali, che vogliono rappresentare delle linee guida lungo il percorso che tracceremo tra le voci e le sensazioni dello scampolo di un popolo. Popolo che speriamo possiate, se non amare, almeno conoscere più approfonditamente.


Legame tra cultura e società
l'idea come mattone socioculturale

Tra i problemi della società occidentale lo sfilacciamento dei rapporti umani, per quanto spesso dimenticato in favore di argomenti di ordine economico, rappresenta un problema tra i più gravi. In un paese che attraversa una crisi, soprattutto d'identità, come il nostro, questo fenomeno può diventare drammatico. Se il tessuto civile di una nazione è liso ed impalpabile, ad ogni difficoltà sociale si farà fronte con tensioni, soprusi e violenza tra le parti. Esattamente la direzione opposta a ciò che consideriamo cultura, almeno dal '700 ad oggi.  Cultura che, diamole una definizione, è la sedimentazione del pensiero positivo e costruttivo attraverso l'esplorazione della sua particella fondamentale, l'idea. In questo la diffusione di idee nuove, di nuovi approcci con il prossimo e con la collettività diventa materiale col quale costruire per portare le persone al confronto in maniera naturalmente evoluta. L'idea è il mattone socioculturale con il quale costruire un luogo d'incontro fra le persone. Veicolare le idee attraverso le arti è quindi una forma di ricerca  avanzata; l'artista diventa ricercatore, biologo dell'animo umano. 



Pensiero orizzontale
Perché il pensiero...

Tra le idee  e la cultura soffiano le correnti di pensiero, rivelatrici della libertà di una società; più libere e diversificate sono, più quella società sarà libera ed evoluta. Certamente la storia ci ha insegnato quanto distruttive esse possano essere, ma bloccare il loro circolo biologico significa bloccare il progresso generale, fino nell'intimo del singolo individuo. 
  Riteniamo che la caratteristica veramente fondamentale del pensiero sia la direzione del proprio moto; non può cadere dall'alto, imposto da figure spesso auto-referenziatesi, impossessatesi di un'autorità anacronistica che non ha più senso né motivo di esistere. La verticalità sociale è un fossile culturale. La storia ha dimostrato che le persone non sono tutte uguali, hanno pari diritti e doveri, ma sono assolutamente, meravigliosamente diverse le une dalle altre. Quindi la necessità evolutiva impone di raggiungere la consapevolezza generale che i rapporti fra esseri umani devono essere orizzontali, il pensiero deve passare di persona in persona orizzontalmente, crescendo, maturando, incrociandosi con altri fino a dare vita ad un nuovo se stesso. Questo fascio di  pensiero, liberato dalle costrizioni, titillato dalle differenti sensibilità, produce arte. 



Il Cassandrismo
Perdonate il neologismo

Buona parte di quanto detto finora potrebbe sembrare scontato, ma in un'epoca di smemoratezze e superficialità tornare a ripetere le basi della nostra evoluzione – ben lontana dall'evoluzionismo estremista! - diventa più che necessario: è impellente. Addirittura, diventa necessario arrivare a dire: “ Ve lo avevamo detto!” dando sempre merito e voce a chi non può più pretenderne. Per secoli le menti pensanti ci hanno sussurrato, a volte urlato, che i venti dell'estremismo portano solo distruzione iniziale e ripristino successivo dello status quo e, parimenti, rifugiarsi al centro di un uragano concede solo una breve, effimera sensazione di tranquillità prima del disastro. Ce lo avevano detto, quelli che abbiamo chiamato Cassandre senza sapere cosa stessimo dicendo, la soluzione è allontanarsi dalle strade che già abbiamo scoperto essere sbagliate. Cassandra stessa, lo ricordiamo tutti, accusata d'essere portatrice di tragedie e iatture era in realtà un oracolo che prediceva quanto il suo popolo non era in grado di credere. Riparlando per l'ennesima volta dell'argomento è nato questo neologismo, di cui certo non sentivamo la necessità, che rappresenta il drammatico tentativo delle arti libere di risvegliare la coscienza e la voglia di migliorare; elementi che nell'uomo contemporaneo spesso annegano nel martellante quanto incredibile susseguirsi di crisi e drammi globali della nostra era. E' da queste arti che può nascere l'antidoto, quasi alchemico, capace di risvegliare il nostro senso dell'immaginazione, inteso non come creatore di unicorni ma come organo di percezione di un'eventualità possibile ma ancora non focalizzata. 




Immaginazione chiave del reale
l'elasticità mentale per interpretare quanto si percepisce

Una delle caratteristiche fondamentali dell'arte, se non la principale, é quella di stimolare i sentimenti e l'immaginazione, e proprio su quest'ultima vale la pena soffermarsi. Il mondo dell'immaginazione è la palestra della mente, saper immaginare significa fornire alla mente un metro di percezione di quanto ci circonda più ampio e duttile, allenandola a superare il primo ostacolo interpretativo, la superficialità. Avere un bagaglio culturale considerevole, ma non possedere l'immaginazione per combinarle e rielaborarle con le informazioni che ci giungono dall'esterno porterà comunque ad una visione sclerotizzata e superficiale di quanto ci sta di fronte.    Quindi l'immaginazione porterà elasticità, ed una mente elastica può andare oltre l'interpretazione di maniera, confezionata su preconcetti e assiomi pretestuosi, con maggiore profondità può entrare nelle informazioni che la raggiungono e rielaborarle in forma originale.  
L'arte e le idee devono essere gli strumenti che percuotono e fanno vibrare l'immaginazione, rendendola strumento della mente che vuole correre sulle strade della realtà, della quotidianità, riuscendo a percepire ciò che sta oltre l'apparenza, per affondare fin nella polpa delle cose. Troppo spesso la vita moderna tende ad essere la caricatura di un brutto spot, immaginare che possa essere qualcosa di più è possibile, auspicabile, addirittura fondamentale, se vogliamo tornare sulla strada dell'evoluzione.  

Contro-cultura
se il pensiero non è costruttivo

Si è parlato di pensiero positivo, in tutte le sue accezioni, quale principio evolutivo fondamentale. Quindi ciò che positivo non è, letteralmente parlando, non ha valenza artistica e culturale? Parliamone. Il '900 è stato attraversato a grandi passi da correnti letterarie, musicali e quant'altro caratterizzate da un forte senso nichilista ed autodistruttivo. Dal beatnik al punk, idee spesso vissute come moda hanno affondato le radici nel romanticismo beaudelairiano di fine '800, proponendo un modello d'artista tormentato e trasgressivo. Questi, divenuto portatore di messaggi a volte contrastanti, spesso identificabili con la semplice voglia di cambiamento, hanno finito col bruciare rapidamente i propri contenuti insieme al proprio tempo, in una gattopardesca fiammata che poco ha lasciato sul susseguirsi delle generazioni. Eppure, non possiamo buttare epopee come quella punk, con i suoi controsensi ed interrogativi storici irrisolti, comunque un'esperienza entrata a far parte del nostro genoma; semplicemente, è il caso d'imparare, finalmente, che le grandi evoluzioni sociali e culturali, quelle permanenti, si ottengono senza grida a squarciagola, con garbo e  serena determinazione. Probabilmente Ghandi al giorno d'oggi è una figura antiquata e demodè per molti, ma non per tutti.


Nuovi lumi contro neomedioevo
il pensiero umano torna argomento centrale

La nuova frontiera del pensiero, a questo punto, è il ritorno ad un'analisi schietta e rigorosa dell'accadimento-uomo, di ciò che sta alla base delle nostre dinamiche sociali, minate da tarli tecnologici che tendono a limitare quegli accadimenti fatti di carne, pelle ed umori che stanno alla base di ogni progresso fatto dalla nostra specie. L'interazione tra le persone è l'incombenza dalla quale non possiamo esimerci se speriamo di ritrovare il perduto filo di un discorso che argomentava dello sconfinato potere del pensiero. Il confronto, la discussione senza preconcetti è la luce che può rischiarare gli angoli più bui di questa nostra era, nella quale catacombe intellettuali che credevamo superate stanno tornando ad incupire gli animi.